Progetto laboratorio “Musica è gioco”

 

Da sempre la musica ha rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’individuo ma, mai come adesso, l’educazione musicale può aiutare il bambino a trovare una propria dimensione, sviluppare e rafforzare molte abilità e competenze. L’educazione musicale non ha come unico scopo quello di sviluppare abilità prettamente musicali: coinvolge, infatti, numerosi ambiti, non ultimi quello linguistico, relazionale, emotivo e psicologico.

 

OBIETTIVI

Generare nel bambino una predisposizione e una disinibizione nei confronti

della musica, un buon rapporto con l’ascolto e la produzione musicale. S’intende poi offrire al bambino un linguaggio alternativo che lo aiuti nella costruzione dell’immagine di se stesso e nell’acquisire maggior consapevolezza di sé e degli altri. Fortissima è la valenza sociale: il bambino dovrà confrontarsi e inserirsi nelle dinamiche del nuovo gruppo e collaborare con l’insegnate e gli altri compagni.

 

SOGGETTI COINVOLTI

L’operatore musicale (professionista specializzata nel campo della didattica musicale per l’infanzia che attua un costante aggiornamento sulle più diffuse metodologie didattiche, quali Orff, Dalcroze e Gordon), gli animatori e i bambini.

 

DESTINATARI

I bambini della fascia d’età della scuola dell’infanzia frequentanti il progetto educativo “R-Estate insieme 2009”. Essi saranno suddivisi in due gruppi di lavoro per fasce d’età in modo da poter applicare straregie didattiche differenziate e consone alla fascia di età cui i piccoli appartengono.

 

STRATEGIA

La principale metodologia utilizzata nello svolgimento del Progetto è l’Orff-Schulwerk: letteralmente tradotto: opera didattica di Carl Orff, compositore tedesco autore dei Carmina Burana. Non è un  “metodo”, com’è comunemente denominato in Italia, perché non è costituito da una serie vincolate di esercizi progressivi che portano ad una determinata abilità, ma è piuttosto una linea pedagogica che lascia grande spazio alla inventiva personale.

 

“Il nostro lavoro parte da un’idea pedagogica semplice: la musica s’impara facendola e non astraendola. Imparare a scrivere le note sul pentagramma non significa imparare la musica, ma imparare a codificarla, cominciare a valle anziché a monte. La musica s’impara, invece, in primo luogo traducendo in concreto il bisogno di viverla emotivamente e fisicamente, così che essa contribuisca alla nostra formazione e crescita globale come individui. S’impara attraverso un’esperienza creativa e collettiva che coinvolga tutto ciò che alla musica è o può essere inerente:

gesto, movimento, danza, scansione verbale, vocalità, strumentario musicale, drammatizzazione e performance. Attraverso tutto ciò potremo imparare, cioè ‘capire’, la musica, cioè capire come e perché essa nasce, individuarne le componenti espressive e strutturali e, infine, razionalizzarla anche attraverso la notazione”.

GIOVANNI PIAZZA, docente della Scuola Sperimentale di Composizione del Conservatorio Santa Cecilia di Roma e autore della rielaborazione italiana dell’Orff-Schulwerk.

 

FINALITA’

Per quello che riguarda le attività nell’ambito del progetto R-Estate insieme, il postulato di base è: “Musica è gioco”. Questa espressione contiene il criterio basilare che sorregge tutte le attività: far musica attraverso il gioco. Obiettivo di questo laboratorio è quello di stimolare i bambini verso la produzione musicale utilizzando il loro corpo, gli strumenti didattici, la voce.

 

Un’attività musicale varia ma adeguata alle esigenze dei bambini offre una varietà di stimoli che aiuteranno il bambino in numerosi campi, non esclusivamente musicali.

 

Sviluppo fisico:

-abilità motorie di base;

-costruzione dello schema corporeo;

-coordinazione;

-rilassamento.

 

Sviluppo emotivo:

-sviluppo della personalità;

-espressione dell’emotività;

-giocare in un ruolo;

-drammatizzazione.

 

Sviluppo intellettivo:

-concetti musicale: pulsazione, ritmo, tempo, altezze e melodia, dinamiche, forma (alfabetizzazione musicale );

-vocabolario linguistico;

-ascolto e discriminazione dei suoni.

 

Sviluppo sociale:

-partecipazione;

-self confidence;

-sensazione di successo e di accettazione;

-self control;

-gestione delle relazioni interpersonali.

 

Sviluppo linguistico.

Creatività.

Divertimento, Gioco.

 

RISORSE

1) SPAZI.

Saranno utilizzati spazi neutri, piuttosto ampi e luminosi, e l’ausilio di uno stereo, in cui si potranno effettuare le attività motorie senza impedimenti.

 

2) MATERIALI.

Per lo svolgimento delle lezioni è utilizzato uno strumentario minimo costituito da piccole percussioni (maracas, legnetti, triangoli, etc.)e tamburi.

 

3) COSTI.

Alle famiglie è chiesto un contributo di euro 11,00 a coprire solo una parte del costo.

 

4) L’INSEGNANTE

Virginia Longo Laurea in Lettere e filosofia presso l’Università di Pisa. Nel 2002 consegue il diploma in violino, successivamente la  Laurea presso l’istituto Musicale P. Mascagni (BG). Dal 1998 insegna violino presso la scuola di musica “il pentagramma” a San Giuliano (Pisa). Frequenta numerosi corsi di formazione: a Roma i tre livelli del percorso di formazione della metodologia Orff-Schulwerk e sempre a Roma il corso Musica in culla - lo sviluppo del bambino e l’educazione alla musica dalla primissima infanzia; si reca poi a Salisburgo dove è ammessa al Postgraduate corse in Music and Dance Education.